Critiche all'Astrologia
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Critiche all'Astrologia

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Anche se l'oroscopo è sempre di moda, le critiche mosse all'astrologia in tempi moderni sono numerose.

Esiste in rete un articolo dal titolo "Di che segno sei?" pubblicato sul sito del Cicap, l'ente che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale e delle pseudoscienze, che raccoglie sommariamente tutte le critiche più comuni mosse all'astrologia in generale.

Di seguito, elencheremo le critiche principali, con le risposte date dal nostro esperto, Dario Giugno del Tg delle stelle.

1) Zodiaco e costellazioni

"Cosa vuole dire esattamente appartenere ad un certo segno zodiacale? Significa che, al momento della nascita, il sole si trovava in una determinata zona dello zodiaco, costituito da dodici costellazioni; in realtà, sono tredici secondo l'astronomia, in quanto esiste anche quella dell'Ofiuco, ma l'astrologia ha effettuato una serie di ripartizioni arbitrarie nell'ampiezza delle costellazione zodiacali".

Risposta al punto n. 1)

L'autore della critica, in buona sostanza, afferma che i segni dello zodiaco dovrebbero essere 13, invece di 12, poiché esiste anche la costellazione dell'Ofiuco ed inoltre, che l'astrologia avrebbe suddiviso le costellazioni secondo un'ampiezza arbitraria che non corrisponde al vero.

Tuttavia, se proviamo a chiederci chi per primo ha suddiviso i segni dello zodiaco, tralasciando l'astrologia babilonese e quella egiziana di cui abbiamo pochi riscontri e rifacendoci all'astrologia tradizionale occidentale, non possiamo che rispondere citando il primo manuale di astrologia (il Tetrabiblos di Claudio Tolomeo).

Ecco come si esprime l'autore del primo testo astrologico completo che, per inciso, è considerato anche come uno dei più grandi astronomi (gran parte delle costellazioni di oggi sono state mappate proprio da lui).

Dal Tetrabiblos (1. 10)

"Quattro sono i tempi dell'anno: primavera, estate, autunno e inverno. La primavera abbonda in umidità, che si diffonde quando, il freddo dell'inverno è passato e inizia il calore; l'estate abbonda in calore per la vicinanza del Sole al nostro punto verticale; l'autunno abbonda in secchezza per il riassorbimento degli umori che segue alla stagione calda; l'inverno abbonda in freddo, giacché il Sole si trova nel punto più lontano dal nostro vertice. Per ciò, sebbene lo zodiaco in quanto cerchio non abbia alcun principio naturale, la dodicesima parte, l'Ariete, fu posta a fondamento e inizio delle altre parti.
Fu  assunta, come causa iniziale dello zodiaco, la sovrabbondanza umida della primavera e gli altri tempi dell'anno furono fatti seguire ad essa. Invero la prima età di tutti gli esseri viventi abbonda, non diversamente dalla primavera, dell'essenza umida ed è tenera e molle; la seconda età, che giunge fino al culmine del vigore, abbonda in calore come l'estate; la terza, che già sfiorisce ed è l'inizio del declinare, abbonda in secchezza al pari dell'autunno; l'ultima infine, prossima alla dissoluzione, abbonda in freddo come l'inverno."

Nella parte di testo evidenziata in grassetto, emerge come Tolomeo suddivise lo Zodiaco e perché esso è composto di 12 parti.

Infatti, se da un lato c'è, chi, come Platone, ha parlato di animale a dodici facce, la suddivisione in dodici parti dello zodiaco, non è effettuata in base alle costellazioni, ma in base ai quattro tempi dell'anno: le quattro stagioni.

E come arriviamo a 12 segni zodiacali? Perché, ogni stagione non presenta un "tempo" unico, ma è ulteriormente suddivisibile in tre fasi: inizio, centro e fine stagione, in conformità con l'azione della luce.

Infatti, la luce, su cui si fonda l'astrologia, presenta, oltre alle quattro fasi a seconda del moto del Sole, tre ulteriori momenti di illuminazione: un incremento (per esempio quando il Sole sorge), un permanere (per esempio a mezzogiorno) e un declinare (per esempio quando il Sole cala).

Il numero dei dodici segni zodiacali deriva quindi dal numero delle stagioni (fasi delle luce) e dalle tre sotto-fasi in cui ogni stagione è suddivisibile (4 x 3 = 12).

Infine, è interessante notare che Tolomeo avverte che l'Ariete è indicato come primo segno dello zodiaco (non tanto in virtù del cosiddetto punto Gamma): essendo lo Zodiaco un cerchio non può avere un inizio, ma esso (l'Ariete) viene indicato per primo per convenzione.

Perché all'inizio della primavera (inizio dell'Ariete) il numero di ore in cui la terra è sottoposta ad illuminazione da parte del Sole (12 ore) è uguale al numero di ore di buio (12 ore), ma le ore di luce iniziano ad aumentare.

 

2) L'influsso astrale è debole o proviene da lontano

Per i critici dell'astrologia, gli astri sarebbero troppo lontani per influenzare la nostra vita.

"La forza di gravità dei pianeti sul nascituro è debolissima e gli stessi strumenti della sala parto o l'infermiera hanno un maggiore effetto gravitazionale degli astri. Come un influsso gravitazionale (o anche elettromagnetico) possa poi tradursi in tutti gli effetti cosmici previsti dall'astrologia sul futuro degli individui è, tra l'altro, veramente difficile da immaginare."

Risposta al punto n. 2)

Come abbiamo visto nella risposta al punto n. 1) e come vedremo successivamente, l'astrologia si basa sulla luce e quindi, poiché oggi sappiamo che la luce percorre 300.000 km al secondo, non è difficile pensare che un raggio di luce che parte dal Sole e viene riflesso da Giove, possa ritornare in meno di un'ora sulla terra.

Inoltre, oggi sappiamo che la luce ha una particolare frequenza che cambia anche nell'arco della giornata che è perfettamente misurabile mediante uno spettrometro e che cambia colorazione in base alla frequenza del raggio. Abbiamo così raggi ultravioletti, raggi rossi e raggi di tutte le tonalità.

Sappiamo, infine, grazie alla cronobiologia, scienza che tutto è tranne che legata all'esoterismo, che le frequenze luminose alterano costantemente il nostro metabolismo, secondo un ritmo (definito circadiano) che opera nelle 24 ore (veglia/sonno) ma anche a livello settimanale, mensile, annuale, etc.

 

3) Statistiche e astrologia

"L'astrologia è stata ampiamente criticata dal mondo scientifico, sia per la mancanza di vere basi teoriche (i significati simbolici e dogmatici non sono teorie), sia per l'assenza di concrete basi statistiche che mostrino in modo inequivocabile le correlazioni tra astri e faccende umane."

Risposta al punto n. 3)

Rispondere a questa critica, è fin troppo semplice. Il fatto che non esiste una statistica umana, non significa che non sia possibile elaborare una statistica.

Senza la pretesa di rigorose indagini statistiche, il sito dichesegnosei.it ha predisposto numerosi sondaggi di astrologia per constatare eventuali corrispondenze tra astrologia e "faccende umane".

Per quanto, invece, riguarda l'oroscopo, come dice Paolo Fox, ognuno è libero di verificare da sè, nel suo caso concreto, se ci sono corrispondenze tra la situazione astrale e la sua situazione reale.

 

4) Il sistema geocentrico è errato

"L'astrologia non si è evoluta nel corso dei secoli, a differenza delle discipline scientifiche che sono in continuo cambiamento e progresso in quanto basate sulla sperimentazione. Gli astrologi hanno ancora come punto di riferimento il Tetrabiblos di Tolomeo e quindi un universo geocentrico."

Risposta al punto n. 4)

In buona sostanza, questa critica fa leva sul fatto che oggi sappiamo che la terra gira intorno al Sole (teoria eliocentrica di Copernico), mentre nell'antichità si credeva il contrario (teoria geocentrica secondo cui il Sole gira intorno alla terra).

A questa critica si possono dare ben due risposte.

La prima è relativa al fatto che l'astrologia si basa sulla luce sulla terra e quindi, quello che conta, non è chi sta al centro, ma la situazione naturale che si manifesta, per esempio il giorno e la notte [1], la primavera o l'inverno.

La seconda è, invece, relativa al sistema tolemaico.

A qualcuno sembrerà sorprendente, ma Tolomeo ha scritto due grandi manuali, l'Almagesto e il Tetrabiblos.

Se nel primo, l'Almagesto, ha trattato di matematica, geografia ed astronomia abbracciando la concezione geocentrica (cosiddetta Tolemaico-aristotelica), nel Tetrabiblos, Tolomeo ha predisposto gli astri secondo una concezione eliocentrica.

Per l'astrologia, il Sole è il centro del sistema (non avete notato che il Sole è il segno zodiacale?) ed è il Sole che illumina gli astri dando loro un significato.

Anche per la costruzione dei cosiddetti domicili e delle esaltazioni degli astri (cioè le associazioni tra segni zodiacali e pianeti come la Luna in Cancro e il Sole in Leone), Tolomeo, parte sempre dal Sole.

Quindi, per quanto riguarda l'astrologia, è assurdo affermare che si basa su un sistema geocentrico, posto che, in astrologia, tutto inizia e finisce in virtù della luce del Sole.

A proposito di astrologia soprendente, se qualche astronomo colto dovesse leggere, resterà sicuramente sorpreso nello scoprire che capita anche agli astronomi di cadere in false credenze.

Su numerosi siti di astronomia è possibile leggere correttamente che "Il pianeta Venere, nella sua rivoluzione intorno al Sole, viene illuminato in modo da formare, come la Luna intorno alla Terra, delle fasi". Quando però si scrive che Galileo lo verificò con le osservazioni al cannocchiale, e scrisse: "Cynthiae figuras aemulatur mater amorum" (la madre degli amori, Venere, imita le configurazioni di Cinzia, la Luna)" come fosse una sua scoperta, si sta affermando un falso storico. Primo perché Galileo conosceva bene (e difendeva) l'astrologia, ma soprattutto perché le fasi di Venere, come le fasi di qualunque astro errante sono uno dei pilastri su cui si basa la sapienza astrologica, in quanto Tolomeo ne fa tema centrale nel capitolo dedicato alle "virtù delle configurazioni al Sole" in cui afferma esplicitamente (Tetrabiblos I.8), che i pianeti, al pari della Luna, attraversano varie fasi, in funzione delle quali rilasciano particolari virtù (calore, freddo, umido e secco).

5) Ampiezza delle costellazioni

Altre critiche, diffuse, sull'astrologia, fanno riferimento alla grandezza reale delle costellazioni. Sappiamo, per esempio, che la costellazione della Vergine è più grande di altre costellazioni dello zodiaco.

"Le costellazioni hanno una estensione diversa l'una dall'altra, invece, i segni dello zodiaco sono tutti uguali".

Risposta al punto n. 5)

Nella risposta al punto 1) abbiamo spiegato perché il cerchio zodiacale è stato ripartito in 12 parti.

Aggiungiamo ora che, come anticipato, gran parte delle costellazioni astronomiche di oggi sono state catalogate da Tolomeo.

Vogliamo credere che proprio colui che le ha mappate con estrema precisione (Tolomeo è anche il padre della geografia), non sapeva che le costellazioni hanno grandezze diverse?

Davvero qualcuno vorrebbe insegnare a Tolomeo come si misurano le costellazioni?

 

6) Precessione degli equinozi

La precessione degli equinozi è un movimento della Terra che fa cambiare in modo lento ma continuo l'orientamento del suo asse di rotazione rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse .

Secondo la visione critica dell'astrologia:

"La precessione degli equinozi ha fatto sì che i segni zodiacali, una volta coincidenti con le zone di cielo occupate dalle rispettive costellazioni, siano oggi in realtà spostati di una trentina di gradi: tra l'inizio di un certo segno zodiacale e l'entrata del Sole nella costellazione con lo stesso nome passa circa un mese. Considerando, infatti, che la fascia zodiacale copre 360° e supponendo, per semplicità, che le dodici costellazioni dello zodiaco siano uniformemente distribuite, si ha che ciascuna di queste ultime si estende approssimativamente per 30°: ma negli ultimi 2100 anni, la precessione ha spostato gli equinozi (e i solstizi) proprio di 30°, provocando il ritardo di un mese". [2]

Risposta al punto n. 6)

Per rispondere a questa critica possiamo fare tranquillamente riferimento alle risposte ai punti 1) e 5).

In primo luogo, come abbiamo detto, la suddivisione e il momento dei dodici segni non avviene in base alle costellazioni, ma in base agli equinozi ed ai solstizi (alle quattro stagioni), e, di conseguenza, lo zodiaco, tiene conto del moto precessionale.

Infatti, l'inzio del primo segno zodiacale non è fisso, ma cambia ogni anno andando a coincidere con il giorno dell'equinozio di primavera.

Da ultimo, forse, polemicamente, invitiamo coloro che citano la precessione degli equinozi per criticare l'astrologia ad una riflessione: chi è stato il primo a parlare di precessione degli equinozi?

La scoperta della precessione viene attribuita all'astronomo greco Ipparco di Nicea, che ne parlò nella sua opera Sullo spostamento dei segni solstiziali ed equinoziali; l'opera di Ipparco, tuttavia, è andata perduta, ma il metodo da lui adottato è descritto nell'Almagesto di Claudio Tolomeo. Proprio da quel Tolomeo che ha descritto le costellazioni, ma ha anche scritto il primo manuale di astrologia di cui abbiamo trattato in abbondanza.

E la riflessione è... davvero Tolomeo, che fu il primo ad aver riportato gli scritti di Ipparco di Nicea sulla precessione, l'avrebbe dimenticata o rimossa nello scrivere il suo manuale di astrologia?

 

 

[1] Il giorno o la notte, sono molto importanti per l'astrologia, per esempio sappiamo che Marte è nocivo di giorno (Marte è più secco e di giorno è più secco), mentre Saturno di notte (Saturno è più freddo ed è più nocivo di notte perché di notte fa più freddo che di giorno).

[2] Precessione degli equinozi


 

Commenti  

 
+2 #3 RE: Critiche all'AstrologiaLuca 2015-07-20 15:57
Grazie per aver scritto queto articolo sull'astrologia, molto ben curato.
Citazione
 
 
+2 #2 RE: Critiche all'AstrologiaLivia2 2013-02-13 17:08
Bello questo articolo e bella l'astrologia capisco solo ora ingiustamente criticata
Citazione
 
 
+4 #1 RE: Critiche all'AstrologiaAlba 2012-12-18 18:33
Molto interssante... non ci avevo mai pensato! Ottimo articolo! credo che l'ignoranza nella nostra società non ha limiti, ci sono persone che invocano la scienza ma non sanno neanche che cos'è la scienza, oppure ripetono quello che sentono in TV senza nemmeno riflettere con il loro cervello.
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