La battaglia dei gatti
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Curiosità e cultura è a cura di Germain Lacroix Home Cultura La battaglia dei gatti

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La battaglia dei gatti

Cultura

gatto-egizianoLa battaglia di Pelusio si svolse nel 525 a.C. tra i persiani e gli egiziani.

Dopo la conquista di Babilonia, fino all'epoca indiscussa dominatrice della Mesopotamia, l'impero persiano aveva un unico rivale che avrebbe potuto ostacolare la sua egemonia in Medio Oriente: l'Antico Egitto.

Per questo motivo, Cambise II, figlio di Ciro il Grande, decise di muovergli guerra.

I persiani giunsero nei pressi della città fortificata di Pelusio (gr. Πηλούσιον), posto di guardia alla frontiera dell’antico Egitto, sulla via di Siria, verso il maggio del 525 a.C [1].

Lo scontro tra i due eserciti fu violento: per lo storico greco Ctesìa di Cnido, il numero di perdite subite dagli egiziani fu di ben 50.000 uomini contro 7.000 caduti persiani.

La schiacciante vittoria dei persiani, secondo la tradizione, sarebbe stata da attribuirsi ad una strategia di Cambise II.

L'imperatore persiano, che sapeva che per gli antichi Egiziani i gatti erano sacri, e che quando ne moriva uno si mettevano a lutto, fece combattere i propri soldati con un gatto legato agli scudi, di modo che gli egiziani non potessero colpirli!!

Per gli egiziani, infatti, i gatti erano i rappresentanti sulla terra della dea gatta Bastet, divinità protettrice della fertilità e delle gioie terrene!

* Nota storica

Secondo la testimonianza di Giamblico, Cambise II, divenuto dopo lo scontro sovrano dell'Egitto, fece arrestare il famoso filosofo e matematico Pitagora, all'epoca residente in Egitto e lo fece portare a Babilonia dove rimase per cinque anni [2].

 

 

[1] Pelusio - Enciclopedia Treccani

[2] Vita di Pitagora - Giamblico

 

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Martedi, 25 settembre 2018
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