Giulio Cesare e la battaglia di Alesia
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Curiosità e cultura è a cura di Germain Lacroix Home Cultura Giulio Cesare e la battaglia di Alesia

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Giulio Cesare e la battaglia di Alesia

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alesiaGaio Giulio Cesare (nato a Roma il 13 luglio 101 a.C. nel segno del Cancro) è stato un generale, politico e scrittore dell'antica Roma, considerato uno dei personaggi più importanti e influenti dell'intera storia.

Da lui, discenderà, infatti, la dinastia Giulia: Ottaviano, da lui adottato, diventerà, infatti, il primo imperatore di Roma.

E' considerato, inoltre, uno dei più grandi generali e strateghi della storia: conquistò la Gallia e invase Britannia, Germania, Spagna, Grecia, Egitto e Africa.

La battaglia di Alesia, è una delle battaglie più importanti da un punto di vista storico, ma anche strategico e, infine, ha persino implicazioni astrologiche, poiché mette in luce alcune caratteristiche del segno zodiacale di Giulio Cesare, il segno del Cancro.

In pochi la ricordano, eppure, è citata persino nel fumetto di Asterix!!

Infatti, nel famoso fumetto di René Goscinny, i personaggi di Asterix il Gallico, memori della clamorosa sconfitta subita dai romani guidati da Giulio Cesare, hanno paura solo di due cose: che il cielo gli cada sopra la testa e di nominare Alesia!

La circonvallazione di Alesia

L'avventura di Alesia, iniziò nel 58 a.C., quando Giulio Cesare dovette tornare in Gallia per soffocare il tentativo di insurrezione guidato dal re degli Arverni: il temibile Vercingetorige che si proponeva come un condottiero pronto a lottare fino alla morte per liberare i popoli della Gallia dall'invasore romano.

Alesia era una città fortificata, corrispondente all'odierno centro francese di Alise-Sainte-Reine (Borgogna).

Arrivato ad Alesia, Cesare mise la città sotto assedio mentre Vercingetorige inviava messaggeri a tutti i capi Galli per formare un esercito con cui attaccare Cesare alle spalle, mentre era intento ad assediare la città.

La tattica dei Galli è dunque chiara, devono prendere tempo per permettere agli altri eserciti di giungere in soccorso.

Per fare questo, i generali Galli provarono alcuni timidi attacchi con Commio e Vercassivellauno ma sono costretti a ritirarsi nelle mura della città dai legionari romani.

Nel frattempo, mentre i viveri dei Galli cominciavano a scarseggiare, Cesare predispose una riserva di di foraggio e di frumento per trenta giorni.

Fece costruire due fortificazioni: la prima intorno ad Alesia e la seconda fortificazione intorno ai suoi uomini.

Lungo questa linea esterna (circonvallazione esterna), che si estendeva per più di 20 chilometri, dispose numerosi cavalieri e legionari.

La doppia fortificazione aveva lo scopo di difendere l'esercito romano dagli attacchi di Vercingetorige che tentava sortite da Alesia, e dall'esterno quando sarebbero giunti gli eserciti chiamati a raccolta dai Galli.

I Romani si sarebbero così trovati nella condizione di essere assedianti ed assediati contemporaneamente.

Ricostruzione delle fortificazioni dell'esercito di Cesare ad Alesia.

Cesare, quindi, costruì per sè e per i propri uomini un vero e proprio guscio, davanti al quale, Vercingetorige che aveva capito di non poter contare su un aiuto esterno, per paura di essere preso per fame, si arrese a Cesare mettendo fine al sogno della Gallia libera.

I dettagli dell'opera di fortificazione, di strategia e di ingegneria sono stati descritti personalmente da Cesare con il De Bello Gallico.

" I nemici volsero le spalle, ma vennero a trovarsi a faccia a faccia coi cavalieri. Avvenne una strage. Sedulio, duce e principe dei lemovici, cade ucciso; Vercassivellauno, viene preso prigioniero mentre si prepara a fuggire, si portano a Cesare settantaquattro bandiere galliche. Ben pochi dei nemici, da un numero così grande, riescono a salvarsi dentro gli accampamenti. Gli assediati, allora, vedendo la strage e la fuga dei commilitoni, perduta ogni speranza di salvarsi, fanno ritirare dalle fortificazioni i difensori. A questa notizia, succede una fuga generale ed improvvisa nel campo dei galli. Che se i legionari non si fossero trovati sfiniti dal continuo accorrere qua e là in aiuto, e dalla fatica di tutta quella giornata, si sarebbe potuto annientare del tutto il nemico".

 

 

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Giovedi, 19 settembre 2019
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