Il potere del calcio
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Curiosità e cultura è a cura di Germain Lacroix Home Cultura Il potere del calcio

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Il potere del calcio

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Premessa

Ho deciso di citare due vicende, che potrete leggere di seguito, legate al mondo del calcio, nella categoria cultura, in quanto queste storie dimostrano come il calcio sia presente nella cultura moderna, al punto da poter causare addirittura una guerra o la pace.

La guerra del calcio

E' capitato anche questo: una nazione ha dichiarato guerra ad un'altra nazione a seguito di uno scontro iniziato su un campo di calcio.

La Guerra del calcio (in spagnolo "Guerra del Fútbol") scoppiò il 14 luglio 1969 tra El Salvador e Honduras e terminò il 20 luglio successivo, a seguito del cessate il fuoco imposto dall'Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

Le relazioni tra Honduras ed El Salvador non erano mai state facili e le vere ragioni di questo conflitto bellico sono da ravvisarsi nei tesissimi rapporti tra i due Stati, piuttosto che in un confronto calcistico. Tuttavia, la causa scatenante di questa breve guerra fu proprio una partita di calcio!

I Mondiali del 1970 sarebbero stati organizzati dal Messico, prima volta per un paese centroamericano.

Le squadre sudamericare avevano così una buona chance per centrare una storica qualificazione (il Messico sarebbe stato qualificato di diritto in quanto paese organizzatore).

L'Honduras e El Salvador dominarono i loro rispettivi gironi e l'8 giugno 1969 si tenne la partita di andata tra Honduras ed El Salvador.

La partita fu preceduta da alcuni scontri e da scene di guerriglia nei pressi dell'hotel dove alloggiavano i calciatori ospiti di El Salvador.

L'Honduras vinse 1 a 0 e in Salvador, una ragazza, per il dolore, si sparò un colpo di pistola al cuore.

Per la giovane tifosa, furono indetti funerali di Stato e divenne una specie di eroina nazionale.

Come comprensibile, la partita di ritorno si preannunciava incandescente.

La partita finì 3-0 per El Salvador e, per il regolamento dell'epoca, si rese necessaria una terza gara di spareggio in campo neutro.

Le squadre si affrontarono così il 27 giugno all'Estadio Azteca di Città del Messico con una vittoria di El Salvador.

Allo stadio la situazione, durante la partita che si concluse soltanto ai tempi supplementari, non degenerò grazie alle misure di sicurezza predisposte dalle autorità messicana, ma in Honduras la sconfitta amplificò la tensione verso gli immigrati salvadoregni.

Le poche relazioni diplomatiche vennero interrotte e i due paesi si prepararono alla guerra.

I loro eserciti erano piccoli e disorganizzati, ma, il 14 luglio 1969 l'esercito salvadoregno avviò le ostilità.

Si susseguirono bombardamenti da una parte e dall'altra: in soli 6 giorni di ostilità si contarono circa 5700 morti.

La situazione venne però risolta dall'OSA che minacciò entrambi i paesi di pesanti sanzioni economiche costringendo i due stati a proclamare una resa.

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La pace del calcio

Ma c'è anche uncaso opposto. Un caso in cui il calcio fece interrompere una guerra... anche se solo per 48 ore.

Durante la guerra civile in Nigeria, infatti, ci fu una tregua di 48 ore per permettere di disputare una partita in cui avrebbe giocato Pelè.

Per rispetto per questo grande calciatore, figlio dell'Africa, fu così indetta una pace temporanea.

 

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Giovedi, 21 novembre 2019
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