Astrologia egiziana
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Astrologia egiziana

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Astrologia egiziana
Calendario Tebaico

Zodiaco egiziano

 

Gli Antichi Egizi, come gli antichi babilonesi, diedero una grande importanza alle stelle: i loro studi fornirono le basi per la nascita dell'astronomia e dell'astrologia.

Tuttavia, dobbiamo distinguere la cultura astrologica ed astronomica dell'antico Egitto, che si sviluppò sin dal terzo millennio a.C., da quella che si sviluppò dopo la dominazione ellenica e la dinastia di Tolomeo, successore di Alessandro Magno in Egitto, da non confondere con Claudio Tolomeo astronomo e astrologo.

Già dai tempi della dominazione persiana in Egitto, quindi sin dal 530 a.C., l'astrologia egiziana entrò in contatto con la cultura astrologica babilonese.

Successivamente, conobbe nuove nozze con il culto delle stelle e degli dei del Panthon greco importato dalla conquista ellenica e riproposto dopo la conquista dell'Egitto da parte dell'Impero romano.

In altre parole, non appena la cultura ellenica e la filosofia greca entrarono in contatto con quella egizia, la prima prese il sopravvento o comunque esercitò sull'astrologia egiziana, che nel frattempo aveva perso gran parte della sua connotazione religiosa, una notevole influenza.

Claudio Tolomeo, autore delle "previsioni astrologiche" e dell'Almagesto (opera su cui si è basata la conoscenza astronomica occidentale fino a Copernico), era egiziano di nascita (nato a Pelusio, nei pressi del delta del Nilo), e appartiene a questo secondo periodo.


Soltanto in epoca greca e romana, quindi, compare il cosiddetto "Egitto degli astrologi", titolo di un'opera dell'archeologo belga Franz Cumont (nato ad Aalst il 3 gennaio 1868, nel segno del Capricorno).

Per esempio, lo "Zodiaco di Dendera", per quanto contenga anche i 12 segni dello zodiaco e i pianeti, non raffigura uno zodiaco simile a quello odierno di cui il precursore più accreditato è proprio Tolomeo, quindi dopo il primo secolo d.C. in tempi ben lontani dal cosiddetto antico Egitto.

Nell'antico Egitto, infatti, le forme di divinazione e di previsione erano legate ai calendari dei giorni propizi e di quelli non propizi (giorni fausti e infausti).

In questi calendari, le ore, i giorni e i mesi erano governati da divinità, che potevano interagire con gli uomini, proteggerli e punirli.

La conoscenza che gli antichi Egizi ebbero degli astri, furono, tuttavia, notevoli.

La Piramide di Cheope a Giza, anche detta Grande piramide, è l'unica delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino ai giorni nostri, nonché la più grande piramide delle piramidi egizie.
Il significato del suo nome,"Luogo dell'alba del tramonto", ricorda il ciclo del Sole e della Luna (diurno e notturno).
Si presume che fu costruita intorno al 2570 a.C. e dimostra inconfutabilmente la conoscenza che questo popolo ebbe delle mappe stellari: è incredibilmente allineata con i quattro punti cardinali (che corrispondono agli equinozi ed ai solstizi, e nell'astrologia moderna ai segni cardinali che danno inizio alle stagioni, cioè Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno).

Anche se le previsioni strettamente astrologiche non sono documentate, gli egiziani contribuirono in modo più che significativo alla realizzazione dello zodiaco come lo conosciamo oggi, essendo i primi che suddivisero l'anno in 360 giorni (lo zodiaco è composto da 360 gradi) ai quali si aggiungevano 5 giorni dedicati a particolari divinità. L'anno, veniva poi suddiviso in 12 mesi di 30 giorni ciascuno.
Un'altra suddivisione era quella che divideva l'anno in 36 periodi di dieci giorni, i cosiddetti "decani o decadi" contenute nel Calendario Tebaico.

Le conoscenze astronomiche egizie restano pressochè avvolte nel mistero, non essendo sufficientemente documentate, e sono ricostruite in base a ritrovamenti di coperchi di sarcofagi e di importanti strumenti di misurazione del tempo come il Merkhet e gli orologi stellari.

I primi esemplari di orologi stellari risalgono al 2.000 a.C. circa e vi sono raffigurate principalmente tre costellazioni: Orione (Osiride), l’Orsa Maggiore (la zampa del Toro) e il Drago (un ippopotamo con un coccodrillo sulla schiena) nonché la stella Sirio.


Tuttavia, fin dalle primissime dinastie egizie erano conosciuti i pianeti: Giove, Saturno, Marte, Mercurio e Venere.

Anche la città di Luxor, l'antica Tebe, che ospita un grande complesso templare egiziano situato sulla riva orientale del Nilo, citata da Omero, nell’Iliade, come la città dalle cento porte (forse meravigliato dalla quantità di piloni dei templi che ha visto al suo arrivo) divenne famosa in astrologia.


In essa, infatti, si ritiene fosse stato stilato il Calendario Tebaico, contenente il significato dei decani (periodi di nascita di 10 giorni).

Vai al calendario tebaico

 

* Lo "Zodiaco di Dendera", ovvero quello che si trovava nel Tempio di Hathor a Dendera in Egitto - a pochi chilometri da Abido - si trova da anni al Museo Louvre di Parigi, e al suo posto, nel tempio di Dendera, non c'è l'originale, ma solo una copia ben fatta.

 

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